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 		<title>AteneoWeb.com - News e Rassegna Stampa - Area Legale</title>
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 		<description>News e Rassegna Stampa a cura dello Staff di www.ateneoweb.com</description>
 		<copyright>Copyright 2004 - AteneoWeb s.r.l.</copyright>
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 		<managingEditor>staff@ateneoweb.com (per segnalazioni sui contenuti del servizio)</managingEditor>
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 			<title>AteneoWeb.com - News e Rassegna Stampa - Area Legale</title>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/antiriciclaggio-commercialisti-sei-ancora-in-tempo-per-metterti-in-regola-con-le-nuove-regole-tecniche</link>
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<title><![CDATA[
Antiriciclaggio Commercialisti: sei ancora in tempo per metterti in regola con le nuove Regole Tecniche
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<description><![CDATA[
L’adeguamento alle nuove Regole Tecniche antiriciclaggio del CNDCEC impone ai professionisti dell’area contabile e fiscale una revisione delle procedure interne, con particolare attenzione all’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio dei clienti già acquisiti.<br />
La scadenza del 27 maggio 2026 rappresentava il termine previsto per l’adeguamento alle indicazioni contenute nella deliberazione del 16 gennaio 2025 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Tuttavia, anche in caso di mancato rispetto del termine, è necessario intervenire tempestivamente per aggiornare la documentazione e i presidi organizzativi, così da dimostrare l’effettiva adozione delle misure richieste.<br />
Le nuove disposizioni rafforzano l’approccio basato sul rischio, richiedendo una maggiore attenzione alla classificazione dei clienti, all’aggiornamento dei fascicoli e alla corretta conservazione della documentazione antiriciclaggio. Le procedure di identificazione restano sostanzialmente invariate, ma diventa centrale la gestione strutturata dell’intero processo di valutazione e monitoraggio.<br />
In questo contesto, strumenti operativi già predisposti consentono agli Studi professionali di semplificare gli adempimenti e ridurre il rischio di errori, facilitando al contempo la gestione di eventuali verifiche da parte degli organi di controllo.<br />
Per supportare l’adeguamento normativo, la Guida Operativa AteneoWeb mette a disposizione modelli, check list e strumenti di valutazione del rischio già allineati alle indicazioni del CNDCEC, con l’obiettivo di rendere più efficiente e strutturata la gestione degli obblighi antiriciclaggio.<br />
CLICCA QUI.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/divisione-ereditaria-conguaglio-oltre-il-5-tassato-come-trasferimento-immobiliare</link>
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<title><![CDATA[
Divisione ereditaria: conguaglio oltre il 5% tassato come trasferimento immobiliare
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<description><![CDATA[
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell’avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’imposta di registro dovuta nell’ambito di una divisione ereditaria con attribuzione di beni immobili e conguaglio in denaro, rigettando il ricorso dei contribuenti.<br />
La controversia traeva origine da una sentenza di scioglimento della comunione ereditaria con assegnazione di immobili ad alcuni coeredi e previsione di un conguaglio economico, superiore alla soglia del 5% del valore della quota spettante. L’Amministrazione finanziaria aveva assoggettato a tassazione la parte eccedente del conguaglio secondo l’aliquota prevista per i trasferimenti immobiliari, ritenendo integrata una fattispecie assimilabile alla compravendita. I contribuenti, invece, sostenevano che l’intero atto dovesse essere ricondotto alla disciplina propria della divisione, con applicazione dell’aliquota agevolata.<br />
La Suprema Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione operata nei giudizi di merito, richiamando l’art. 34, comma 2, del d.P.R. n. 131 del 1986. Secondo la norma, infatti, i conguagli che eccedono il 5% del valore della quota devono essere trattati, per la parte eccedente, come trasferimenti a titolo oneroso e assoggettati alla relativa imposta. In tale prospettiva, la Cassazione ha ribadito il proprio orientamento consolidato, secondo cui l’eccedenza di valore attribuita a un condividente rispetto alla quota di diritto integra, ai fini dell’imposta di registro, una presunzione legale di trasferimento.<br />
La Corte ha inoltre escluso i profili di incostituzionalità della disciplina, ritenendo non irragionevole la differenziazione di trattamento fiscale tra divisioni senza conguagli e divisioni con attribuzioni eccedenti, in quanto queste ultime determinano un effettivo incremento patrimoniale rilevante ai fini della capacità contributiva.<br />
Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna alle spese e applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/certificazione-dei-contratti-e-controlli-ispettivi-lanalisi-della-fondazione-studi-sulla-sentenza-cassazione-n-11276-2026</link>
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<title><![CDATA[
Certificazione dei contratti e controlli ispettivi: l’analisi della Fondazione Studi sulla sentenza Cassazione n. 11276/2026
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<description><![CDATA[
La certificazione dei contratti di lavoro mantiene efficacia solo se l’organismo che la rilascia è legittimamente costituito e in possesso dei requisiti previsti dalla legge. È questo uno dei principali chiarimenti emersi dalla sentenza della Corte di cassazione n. 11276/2026, analizzata nel nuovo approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dedicato alla tenuta della certificazione a fronte degli accertamenti ispettivi.<br />
Il caso esaminato riguardava un datore di lavoro destinatario di sanzioni da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per infedeltà nelle registrazioni del Libro Unico del Lavoro e per ipotesi di interposizione illecita di manodopera. L’impresa contestava l’intervento ispettivo sostenendo che, in presenza di contratti certificati, l’Amministrazione avrebbe dovuto prima impugnare la certificazione davanti al giudice amministrativo e attivare il tentativo obbligatorio di conciliazione.La Corte ha tuttavia escluso tale necessità, evidenziando che la tenuta della certificazione è subordinata alla legittimità dell’ente certificatore. Nel caso di specie, infatti, l’organismo risultava privo dei requisiti di legge, con particolare riferimento alla rappresentatività e alla struttura dell’ente bilaterale che aveva rilasciato la certificazione.Ne deriva che, in presenza di una certificazione proveniente da un soggetto non legittimato, gli organi ispettivi possono procedere direttamente all’accertamento e alla contestazione delle irregolarità, senza dover attivare un previo giudizio di impugnazione della certificazione.<br />
Secondo la Fondazione Studi, la pronuncia rafforza l’istituto della certificazione dei contratti, riportandolo alla sua funzione originaria di strumento di certezza preventiva e impedendone un utilizzo distorto come schermo rispetto ai controlli ispettivi.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/maternita-anticipata-e-indennita-la-cassazione-chiarisce-i-limiti-del-diritto-senza-provvedimento-autorizzativo</link>
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<title><![CDATA[
Maternità anticipata e indennità: la Cassazione chiarisce i limiti del diritto senza provvedimento autorizzativo
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La Corte ribadisce che l’interdizione anticipata dal lavoro richiede un provvedimento della Direzione territoriale del lavoro: senza autorizzazione o oltre la sua scadenza non sussiste il diritto all’indennità.<br />
Con Ordinanza n. 32433 del 12 dicembre 2025, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha chiarito i presupposti necessari per il riconoscimento dell’indennità connessa all’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza.<br />
La Suprema Corte ha ribadito che l’istituto disciplinato dall’art. 17 del d.lgs. n. 151 del 2001, anche nelle ipotesi previste dalle lettere b) e c), configura una fattispecie a struttura complessa. Per il suo perfezionamento è infatti necessaria la compresenza di due elementi: da un lato, la sussistenza delle condizioni che giustificano l’astensione anticipata; dall’altro, l’adozione di un provvedimento autorizzativo da parte della Direzione territoriale del lavoro, competente ad accertare i presupposti e a definirne la durata.In assenza di tale provvedimento, o una volta decorso il periodo autorizzato, non può configurarsi alcun diritto della lavoratrice alla corresponsione dell’indennità. Né è ammesso un automatismo di proroga del beneficio, che l’art. 24 del medesimo decreto riconosce esclusivamente nei casi di cessazione del rapporto di lavoro durante i periodi di congedo di maternità.Nel caso esaminato, la Corte ha quindi cassato la decisione della Corte d’appello di Bologna e, decidendo nel merito, ha rigettato la domanda della lavoratrice volta a ottenere l’indennità per un periodo successivo alla scadenza del provvedimento autorizzativo, coincidente con la cessazione del rapporto di lavoro.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/imu-esenzione-per-terreni-edificabili-inutilizzabili-la-cgt-marche-esclude-il-tributo-in-caso-di-impossibilita-giuridica-e-materiale</link>
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<title><![CDATA[
IMU, esenzione per terreni edificabili inutilizzabili: la CGT Marche esclude il tributo in caso di impossibilità giuridica e materiale
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<description><![CDATA[
La Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche, con sentenza n. 168 del 20 febbraio 2026, ha chiarito che l’IMU e la TASI non sono dovute quando un terreno, pur classificato come edificabile, risulti di fatto inutilizzabile per un accertato impedimento giuridico e materiale.<br />
Il caso riguardava un’area fabbricabile sottoposta a sequestro a seguito del rinvenimento di gravi fenomeni di inquinamento nel sottosuolo emersi durante i lavori di realizzazione delle fondazioni, con conseguente avvio di interventi di bonifica.<br />
Nel confermare la decisione di primo grado, i giudici hanno distinto tra il presupposto oggettivo dell’imposta, rappresentato dall’edificabilità urbanistica del terreno, e la concreta capacità contributiva del soggetto passivo, che presuppone invece l’esistenza di un’effettiva utilità economica del bene.Richiamando i principi espressi dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione, la CGT ha affermato che la totale perdita di disponibilità del bene, derivante da un intervento imposto dall’autorità pubblica e non imputabile al contribuente, esclude la capacità contributiva in quanto non attuale ed effettiva.<br />
Secondo i giudici, nel caso esaminato non si è in presenza di una semplice limitazione all’edificabilità, ma di un impedimento assoluto e giuridicamente imposto per le annualità oggetto di accertamento, tale da escludere il presupposto impositivo.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[
Antiriciclaggio Commercialisti: non sei ancora aggiornato alle Regole Tecniche CNDCEC?
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<description><![CDATA[
L’entrata in vigore delle nuove Regole Tecniche CNDCEC in materia di antiriciclaggio ha imposto ai professionisti dell’area contabile e fiscale una revisione delle procedure interne di studio, in particolare con riferimento all’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio dei clienti già acquisiti.Il termine del 27 maggio 2026 rappresentava la scadenza entro cui adeguare le valutazioni secondo i criteri introdotti dalla deliberazione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili del 16 gennaio 2025. <br />
Qualora la scadenza del 27 maggio non sia stata rispettata, resta comunque di fondamentale importanza attivarsi senza indugio, procedendo all'aggiornamento della documentazione e dei presidi organizzativi richiesti dalla normativa, così da sanare tempestivamente la posizione e dimostrare agli organi di controllo una concreta e immediata volontà di adeguamento.<br />
Nuovi obblighi e impatto operativo per gli Studi<br />
Le nuove Regole Tecniche rafforzano l’importanza della valutazione del rischio specifico ed effettivo del cliente, richiedendo un approccio più strutturato nella gestione degli adempimenti antiriciclaggio.Se le procedure di identificazione restano sostanzialmente immutate, maggiore attenzione deve essere oggi dedicata ai criteri di classificazione del rischio, all’aggiornamento dei fascicoli cliente e alla corretta conservazione della documentazione.Per gli Studi professionali, poter contare su strumenti operativi già predisposti consente di ridurre tempi e margini di errore, semplificando la gestione quotidiana degli adempimenti e facilitando eventuali controlli da parte delle autorità competenti.<br />
Nella pratica professionale, questi strumenti trovano applicazione nella redazione delle informative per i clienti, nella gestione delle deleghe per i collaboratori e nella strutturazione della circolare interna di studio. Quest’ultima, in particolare, è fondamentale per istruire i dipendenti sulle corrette modalità di identificazione e sulla conservazione dei dati, garantendo che l’intera struttura organizzativa operi in totale sicurezza. La digitalizzazione di questi processi non solo assolve agli obblighi di legge, ma ottimizza i tempi di risposta in caso di controlli da parte delle autorità competenti.<br />
Per affrontare l’adempimento con maggiore sicurezza, la Guida Operativa AteneoWeb mette a disposizione modelli personalizzabili, strumenti di valutazione del rischio e procedure già strutturate secondo le indicazioni del CNDCEC. Un supporto pratico che consente di ridurre tempi e margini di errore, trasformando un obbligo normativo in un processo organizzato ed efficiente per lo Studio.<br />
Punti di forza della guida operativa<br />
<br />
completa aderenza alle novità introdotte dalla deliberazione CNDCEC del 16 gennaio 2025 per un allineamento normativo tempestivo<br />
metodologia di calcolo del rischio aggiornata con coefficienti numerici precisi per determinare il rischio specifico ed effettivo<br />
flessibilità operativa garantita da file Word ed Excel pronti all’uso e facilmente adattabili alle diverse dimensioni degli studi professionali<br />
organizzazione logica dei documenti suddivisi per tipologia di cliente che semplifica l’archiviazione e il recupero delle informazioni<br />
inclusione di modelli specifici per l’informativa privacy e la conservazione dei dati in linea con la Regola Tecnica numero tre.<br />
<br />
CLICCA QUI per accedere al documento.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/avvocati-domiciliatari-e-sostituti-nuovi-aggiornamenti-per-la-gestione-degli-incarichi</link>
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Avvocati domiciliatari e sostituti: nuovi aggiornamenti per la gestione degli incarichi
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<description><![CDATA[
A partire dal 3 giugno, l’INPS ha reso disponibili nuove funzionalità dedicate agli avvocati domiciliatari e ai sostituti d’udienza inseriti nelle liste dell’Istituto nell’ambito delle campagne attive. L’aggiornamento interessa i professionisti che abbiano già svolto almeno un incarico fiduciario per conto dell’Ente.<br />
Una nuova area per la gestione degli incarichi<br />
L’evoluzione della procedura, già utilizzata per la presentazione delle domande di ammissione agli incarichi, introduce una nuova sezione denominata “Gestione incarichi”. Attraverso questa area gli avvocati possono consultare i fascicoli o le udienze assegnate in relazione alla campagna selezionata, monitorare le scadenze associate agli incarichi e visualizzare i parametri di compenso previsti per la campagna 2025-2027.La piattaforma consente inoltre di inserire e consultare le richieste di pagamento relative alle attività professionali svolte, verificandone lo stato di avanzamento.Le nuove funzionalità sono accessibili esclusivamente agli avvocati che abbiano formalmente accettato e svolto almeno un incarico fiduciario.<br />
Il servizio è disponibile nella sezione dedicata agli “Avvocati domiciliatari e/o sostituti di udienza per contenzioso INPS” del portale dell’Istituto e può essere utilizzato tramite autenticazione con SPID, CIE o CNS.L’Inps precisa inoltre che la nuova area consentirà la gestione degli incarichi anche con riferimento a campagne precedenti, purché il professionista abbia formalmente accettato l’incarico nell’ambito della relativa campagna.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/approvata-alla-camera-la-proposta-di-legge-sulla-pubblicazione-delle-sentenze-di-assoluzione-obbligo-di-rettifica-per-gli-organi-di-stampa</link>
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<title><![CDATA[
Approvata alla Camera la proposta di legge sulla pubblicazione delle sentenze di assoluzione: obbligo di rettifica per gli organi di stampa
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<description><![CDATA[
La Camera ha approvato in prima lettura, con 182 voti favorevoli e 82 astenuti, la proposta di legge sulla “Pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento”, che introduce l’articolo 144-ter nel Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 196/2003).<br />
La misura stabilisce un principio di riequilibrio informativo nel trattamento delle notizie relative ai procedimenti penali. In particolare, su richiesta dell’imputato assolto con sentenza definitiva o dell’indagato prosciolto, il direttore o il responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o online che abbia diffuso la notizia del procedimento è tenuto a pubblicare immediatamente l’esito favorevole con le stesse modalità, lo stesso spazio e la stessa evidenza utilizzati per la notizia originaria.<br />
Il mancato adeguamento potrà essere segnalato al Garante per la protezione dei dati personali, ferma restando la possibilità di ricorrere al giudice civile.<br />
Secondo il primo firmatario della proposta, Enrico Costa, la norma risponde all’esigenza di tutelare la reputazione delle persone assolte, garantendo che chi esce “innocente dall’ingranaggio giudiziario” possa recuperare la stessa immagine compromessa dalla diffusione della notizia dell’indagine.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/garante-privacy-stop-al-plug-in-ia-che-analizza-stress-ed-emozioni-dei-dipendenti</link>
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<title><![CDATA[
Garante Privacy: stop al plug-in IA che analizza stress ed emozioni dei dipendenti
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<description><![CDATA[
Il Garante privacy è intervenuto in merito all'utilizzo di plug-in per le piattaforme di messaggistica aziendale che analizzano, tramite sistemi di intelligenza artificiale, il livello di stress psicologico dei lavoratori.<br />
Gli accertamenti, avviati dal Garante a seguito di segnalazioni stampa, hanno riguardato una start-up italiana che ha sviluppato un componente aggiuntivo per le piattaforme di messaggistica aziendale Slack e Microsoft Teams, finalizzato a rilevare, tramite IA e analisi semantica delle chat, il livello di stress psicologico dei lavoratori che scelgano volontariamente di utilizzarlo.In tale contesto, la società che offre il servizio è qualificata come titolare del trattamento dei dati. Il datore di lavoro che adotta lo strumento non può invece accedere ai contenuti delle comunicazioni né ai risultati individuali delle analisi.<br />
Pur in assenza di accesso diretto ai dati sensibili da parte del datore di lavoro, il Garante ha richiamato l’attenzione sulla delicatezza delle informazioni trattate, sottolineando il rischio che possano comunque essere generati report aggregati sul benessere dei dipendenti. Per questo ha chiesto alla società di rafforzare le misure di protezione già in fase di progettazione del sistema, al fine di evitare qualsiasi accesso diretto o indiretto a dati relativi alla sfera emotiva dei lavoratori.<br />
L’Autorità ha inoltre evidenziato che tali informazioni non possono essere legittimamente trattate dal datore di lavoro, alla luce della normativa privacy, dello Statuto dei lavoratori e del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, che vieta l’utilizzo di sistemi di IA per dedurre o analizzare le emozioni nei contesti lavorativi. Resta infine il richiamo ai rischi di opacità e possibili effetti discriminatori legati all’uso di modelli linguistici e sistemi di analisi semantica.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/riforma-giustizia-tributaria-istituito-il-ruolo-unico-nazionale-dei-magistrati</link>
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<title><![CDATA[
Riforma giustizia tributaria: istituito il ruolo unico nazionale dei magistrati
]]></title>
<description><![CDATA[
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 175 del 22 maggio 2026, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria.<br />
Il provvedimento attua la delega per la riforma fiscale, con specifico riguardo alla disciplina dello stato giuridico e del ruolo dei magistrati tributari, con l’intento di avvicinarne, nei limiti della compatibilità, la disciplina a quella della magistratura ordinaria.<br />
Ruolo unico e nuovo assetto dello status dei magistrati<br />
Tra le principali novità figura l’istituzione del ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e pubblicato con cadenza annuale sul sito istituzionale. Viene inoltre definita in modo più strutturato la disciplina relativa a requisiti di accesso, incompatibilità, formazione continua, decadenza, dimissioni, riammissione in servizio, dispensa, aspettativa, garanzie, trasferimento d’ufficio e partecipazione ai procedimenti sullo status del magistrato.<br />
Il decreto introduce anche un sistema organico di responsabilità disciplinare, con la tipizzazione degli illeciti e un impianto sanzionatorio graduato che va dall’ammonimento fino alla rimozione, coordinando tali disposizioni con il testo unico della giustizia tributaria e con la disciplina applicabile alle altre magistrature.<br />
In questa fase, tuttavia, il decreto non interviene sul riassetto della geografia giudiziaria tributaria, rinviando tale profilo a un successivo provvedimento normativo.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: la Cassazione chiarisce i limiti dell’obbligo di repêchage
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La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 31312 del 1° dicembre 2025, è intervenuta in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, chiarendo i confini dell’obbligo di "repêchage" gravante sul datore di lavoro.<br />
Secondo la Suprema Corte, l’obbligo di ricollocamento del lavoratore licenziando sussiste ogniqualvolta, al momento del recesso, sia presente in azienda una posizione lavorativa concretamente attribuibile al dipendente.<br />
La Corte precisa inoltre che tale obbligo non può essere aggirato attraverso scelte organizzative discrezionali del datore di lavoro, come la copertura della posizione mediante la stipula di un contratto di lavoro autonomo. In tali casi, infatti, resta irrilevante la diversa qualificazione contrattuale adottata, se la posizione risulta sostanzialmente disponibile e compatibile con il lavoratore licenziato.<br />
Una diversa interpretazione, osserva la Cassazione, consentirebbe di eludere l’obbligo di "repêchage" mediante il semplice ricorso a figure contrattuali diverse da quella subordinata, svuotando di fatto la tutela prevista in caso di licenziamento per motivi economico-organizzativi.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Equo compenso notai: nuove regole deontologiche e obbligo di trasparenza nei compensi
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Il Consiglio Nazionale del Notariato, con Comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2026, ha reso noto di aver approvato alcune modifiche ai Principi di deontologia professionale dei notai.Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 25 maggio 2026.<br />
Le modifiche, deliberate con atto n. 4-31 del 17 aprile 2026, intervengono in particolare sull’assetto delle regole deontologiche, con l’abrogazione degli articoli 38 e 39 e l’introduzione di una nuova disciplina in materia di equo compenso.<br />
Disciplina dei compensi nei rapporti con grandi clienti e PA<br />
Il nuovo articolo 59 richiama infatti la legge n. 49/2023 sull’equo compenso e stabilisce che, nei rapporti professionali con banche, assicurazioni, grandi imprese e pubbliche amministrazioni, il notaio non può concordare o preventivare compensi che non siano giusti, equi e proporzionati alla prestazione professionale richiesta, dovendo altresì applicare i parametri previsti dai decreti ministeriali vigenti. Nei casi in cui l’accordo con il cliente sia predisposto esclusivamente dal notaio, viene inoltre previsto l’obbligo di informare per iscritto il cliente che il compenso deve rispettare i criteri dell’equo compenso, pena la nullità della pattuizione. La violazione delle nuove disposizioni assume rilevanza disciplinare ed è sanzionata con avvertimento o censura. Il testo aggiornato dei Principi di deontologia professionale è consultabile sul sito istituzionale www.notariato.it.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Ricorso del socio di SRL a ristretta base partecipativa avverso avviso di accertamento
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La tesi accertativa dell’Agenzia delle Entrate, in tema di presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa, si fonda su una massima di esperienza: nelle società con pochi soci, spesso legati da vincoli familiari o fiduciari, la gestione è accentrata e condivisa e i soci sono normalmente a conoscenza delle dinamiche economiche e finanziarie dell’impresa. <br />
Da ciò discende l’automatismo secondo cui gli utili vengono “per trasparenza” imputati ai soci quali redditi di capitale. <br />
Questa impostazione, pur priva di un fondamento normativo espresso, è stata avallata dalla giurisprudenza dominante di legittimità, che ne ha riconosciuto la validità in quanto presunzione semplice, fondata su elementi di fatto idonei a costituire indizi gravi, precisi e concordanti. <br />
Questo tool – composto da 14 cartelle – costituisce uno schema difensivo adattabile alle diverse fattispecie, aggiornato alla più recente giurisprudenza di legittimità che, da ultimo, ha riconosciuto che la presunzione dell’Ufficio può essere vinta mediante la dimostrazione dell’estraneità del socio alla gestione, valorizzando la posizione soggettiva del partecipante come “prova contraria” idonea a interrompere il nesso logico tra maggiori ricavi societari accertati dal fisco e loro presunta percezione. <br />
Il modello guida il difensore nella costruzione del ricorso, articolando motivi di diritto e di fatto, eccezioni preliminari e richiami normativi (art. 7, comma 5-bis, D.Lgs. 546/1992; art. 44 TUIR; artt. 2727–2729 c.c.). <br />
Il tool, oltre a fornire un elenco strutturato delle produzioni documentali utili ai fini probatori (visure, verbali, corrispondenza, evidenze bancarie, dichiarazioni sostitutive), confuta la “deriva giurisprudenziale” che richiede al socio – per dimostrare la mancata percezione – di provare unicamente il reinvestimento o l’accantonamento a riserva degli utili occulti.<br />
CLICCA QUI.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 28 May 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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Fatture generiche indeducibili, anche con appalto a corpo
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Affinché i costi siano individuabili, i documenti contabili devono riportare natura, qualità e quantità dei beni e/o dei servizi oggetto di scambio, non importa la natura del contratto.Sono indeducibili i costi relativi a fatture con descrizione generica, per esempio “ultimazione lavori come da contratto di appalto”, anche qualora il contratto a cui si fa riferimento nella descrizione sia a corpo e non a misura: una cosa, infatti, è la forma del contratto e un’altra cosa è, invece, la descrizione riportata nelle fatture. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 11911/2026.<br />
L’articolo 21 del Dpr n. 633/1972 dispone che la fattura deve recare l’indicazione, tra l’altro, della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto di scambio; analogamente, l’articolo 226 della direttiva 2006/112/Ce del Consiglio del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto stabilisce, tra l’altro, che nelle fatture emesse sono obbligatorie ai fini dell’Iva l’indicazione della quantità e della natura dei beni ceduti o l’entità e la natura dei servizi resi, nonché la data in cui è effettuata o ultimata la cessione di beni o la prestazione di servizi o la data in cui è corrisposto l’acconto, sempreché tale data sia determinata e diversa dalla data di emissione della fattura.<br />
Come si può ben comprendere, quindi, tanto per la normativa interna quanto per quella comunitaria, le fatture devono recare una descrizione dettagliata dei beni e dei servizi che formano oggetto dell’operazione rappresentata.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Detenuti lavoratori e ticket di licenziamento: chiarimenti Inps sulle ipotesi di esclusione
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Con la Circolare n. 59 del 20 maggio 2026 l’Inps è intervenuto per chiarire l’applicazione del cosiddetto "ticket di licenziamento" nei confronti dei lavoratori detenuti impiegati presso datori di lavoro diversi dall’Amministrazione penitenziaria.<br />
In particolare, il ticket di licenziamento non è dovuto quando la cessazione del rapporto deriva da cause esterne e non imputabili alle parti, come la revoca dell’ammissione al lavoro esterno disposta dall’autorità competente.<br />
Diverso il caso di scarcerazione per fine pena o trasferimento ad altro istituto: in queste ipotesi l’esonero non è automatico. Il datore di lavoro è infatti tenuto a verificare concretamente la possibilità di proseguire il rapporto lavorativo e solo qualora tale prosecuzione risulti impossibile, il contributo non è dovuto.<br />
La Circolare introduce inoltre nuovi codici all’interno del flusso UNIEMENS per la corretta gestione delle diverse tipologie di cessazione, confermando il codice “M400” per l’esposizione del ticket nei casi dovuti.
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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