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 		<title>AteneoWeb.com - News e Rassegna Stampa - Area Fiscale</title>
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 		<description>News e Rassegna Stampa a cura dello Staff di www.ateneoweb.com</description>
 		<copyright>Copyright 2026 - AteneoWeb s.r.l.</copyright>
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 			<title>AteneoWeb.com - News e Rassegna Stampa - Area Fiscale</title>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/affitti-brevi-la-consulta-frena-i-vincoli-urbanistici-regionali-illegittimo-il-cambio-di-destinazione-duso-obbligatorio</link>
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<title><![CDATA[
Affitti brevi, la Consulta frena i vincoli urbanistici regionali: illegittimo il cambio di destinazione d'uso obbligatorio
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<description><![CDATA[
La Corte Costituzionale si è pronunciata sulla disciplina regionale in materia di affitti brevi, valutando la legittimità dei limiti urbanistici introdotte per contrastare il fenomeno dell'overtourism.<br />
Un no deciso ai vincoli urbanistici generalizzati e al cambio di destinazione d'uso obbligatorio per chi offre la propria casa in affitto breve. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 164/2026, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disciplina approvata dalla Regione Emilia-Romagna per contenere il fenomeno dell'overtourism. Pur riconoscendo la meritevolezza dell'obiettivo di tutelare il tessuto urbano e la residenzialità, la Consulta ha stabilito che imporre l'obbligo di inserire l'immobile nella categoria turistico-ricettiva su tutto il territorio regionale rappresenta una misura sproporzionata e discriminatoria nei confronti dei piccoli locatori.   <br />
La normativa regionale impugnata (artt. 4 e 5 della L.R. n. 10/2025) introduceva una specifica destinazione d'uso urbanistica per la "locazione breve" nell'ambito della categoria turistico-ricettiva, assoggettando a titolo edilizio il mutamento d'uso residenziale e consentendo ai Comuni di individuare ambiti territoriali in cui subordinare tali insediamenti a determinate condizioni.<br />
Il test di proporzionalità e la violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione<br />
Pur dichiarando infondate le censure del Governo relative alla presunta violazione della competenza statale in materia di "tutela della concorrenza", la Consulta ha accertato la violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione.   <br />
Sottoponendo le disposizioni a un test di proporzionalità, i giudici costituzionali hanno riconosciuto che l'obiettivo della legge (il contrasto al sovraffollamento turistico o overtourism) costituisce una finalità meritevole di tutela. Ciononostante, l'articolo 4 è stato giudicato sproporzionato rispetto allo scopo perseguito, in quanto applicabile indistintamente all'intero territorio regionale.   <br />
La Consulta ha inoltre riscontrato un'irragionevole disparità di trattamento: l'obbligo del passaggio di destinazione d'uso dalla categoria residenziale a quella turistico-ricettiva gravava unicamente sui gestori di locazioni turistiche (anche sporadiche), risparmiando le strutture extra-alberghiere gestite in forma imprenditoriale. La declaratoria d'illegittimità dell'articolo 4 ha travolto anche il successivo articolo 5, la cui efficacia era strettamente connessa alla regolamentazione della nuova destinazione d'uso.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/affitti-brevi-la-consulta-frena-i-vincoli-urbanistici-regionali-illegittimo-il-cambio-di-destinazione-duso-obbligatorio'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/affitti-brevi-la-consulta-frena-i-vincoli-urbanistici-regionali-illegittimo-il-cambio-di-destinazione-duso-obbligatorio</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/contributo-abitativo-per-genitori-separati-o-divorziati-esclusi-gli-ex-conviventi-non-sposati</link>
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<title><![CDATA[
Contributo abitativo per genitori separati o divorziati: esclusi gli ex conviventi non sposati
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<description><![CDATA[
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiarisce i requisiti per accedere al contributo per il sostegno abitativo destinato ai genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare, con figli a carico fino a 21 anni.<br />
Tra i chiarimenti forniti nelle FAQ pubblicate il Ministero precisa che il contributo per il sostegno abitativo non spetta ai genitori che non hanno mai contratto matrimonio, anche se hanno cessato la convivenza e ottenuto un provvedimento del Tribunale relativo all’affidamento e al mantenimento dei figli.<br />
Il Fondo è infatti espressamente destinato ai genitori separati o divorziati, come stabilito dall’articolo 2 del Decreto n. 200 del 14 settembre 2026.Inoltre, l’articolo 6, comma 1, lettera b), del decreto richiede che nella domanda siano indicati il Tribunale di riferimento, il numero e la data del provvedimento giudiziale di separazione o divorzio, che deve essere già stato emesso al momento della presentazione dell’istanza.<br />
I provvedimenti che regolano l’affidamento, il collocamento o il mantenimento dei figli di genitori mai sposati non sono quindi considerati equivalenti ai fini dell’accesso al contributo.<br />
Il MIT ricorda che la piattaforma per la presentazione delle domande è attiva dal 7 ottobre 2026. Le istanze possono essere inviate fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/contributo-abitativo-per-genitori-separati-o-divorziati-esclusi-gli-ex-conviventi-non-sposati'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/contributo-abitativo-per-genitori-separati-o-divorziati-esclusi-gli-ex-conviventi-non-sposati</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[
Addio alle credenziali Sister: l'Agenzia delle Entrate passa all'identità digitale per i servizi catastali e ipotecari
]]></title>
<description><![CDATA[
L'Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento che avvia la dismissione delle credenziali tradizionali per l'accesso alla piattaforma Sister, uniformando gli standard di sicurezza ai requisiti nazionali ed europei in materia di identità digitale.<br />
Con il Provvedimento del 13 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate ha disposto la progressiva dismissione delle credenziali Sister utilizzate per l'accesso ai servizi telematici di pubblicità immobiliare e consultazione o aggiornamento delle banche dati catastali. L'intervento si inserisce nell'ambito del processo di evoluzione dei servizi digitali dell'amministrazione finanziaria e della convergenza verso sistemi di identificazione e autenticazione coerenti con il quadro normativo nazionale ed europeo in materia di identità digitale e cibersicurezza.<br />
Le tappe della dismissione e le nuove modalità di accesso<br />
Il calendario stabilito dall'Agenzia prevede scadenze precise per il superamento del vecchio sistema di autenticazione basato su username e password dedicate:<br />
<br />
blocco dei rilasci: a decorrere dal 15 novembre 2026 non saranno più rilasciate nuove credenziali Sister per l'autenticazione degli utenti;<br />
disattivazione progressiva: entro il 31 dicembre 2026 le credenziali già in uso saranno progressivamente disattivate sulla base di un piano, articolato per profilo di convenzione e tipologia di adesione, che verrà reso noto sul sito internet dell'Agenzia con un preavviso di almeno 10 giorni.   <br />
<br />
A seguito della dismissione delle rispettive credenziali, gli utenti già abilitati e i nuovi soggetti che richiederanno di aderire ai servizi telematici dovranno accedere alla piattaforma Sister tramite l'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate utilizzando gli strumenti di identità digitale previsti: SPID, CIE, CNS o, nei casi consentiti, le credenziali Fisconline/Entratel. Il provvedimento precisa inoltre che restano comunque valide le abilitazioni, i profili autorizzativi e le deleghe già attribuiti agli utenti.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/addio-alle-credenziali-sister-lagenzia-delle-entrate-passa-allidentita-digitale-per-i-servizi-catastali-e-ipotecari'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/addio-alle-credenziali-sister-lagenzia-delle-entrate-passa-allidentita-digitale-per-i-servizi-catastali-e-ipotecari</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[
Concordato preventivo biennale: deducibili le perdite da partecipazioni in società trasparenti
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<description><![CDATA[
La Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 chiarisce il trattamento delle perdite d’impresa derivanti da partecipazioni in società trasparenti nell’ambito del CPB.<br />
Con la Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sul concordato preventivo biennale (CPB), pubblicando in allegato una raccolta di risposte a quesiti formulati dalla stampa specializzata e dalle associazioni di categoria. Il documento tiene conto anche delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 148/2026, con riferimento al concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027.<br />
Tra i chiarimenti raccolti nell’allegato, il quesito D.4 riguarda la possibilità di utilizzare le perdite derivanti dalla partecipazione in società trasparenti per ridurre il reddito d’impresa concordato.<br />
Il quesito prende in esame le perdite d’impresa derivanti da partecipazioni in società trasparenti, dichiarate nel quadro RH del modello REDDITI e maturate nel medesimo periodo d’imposta interessato dal concordato. In particolare, viene chiesto se tali perdite possano essere portate in diminuzione del reddito d’impresa concordato.<br />
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che le perdite d’impresa maturate nei periodi d’imposta oggetto del CPB e derivanti da partecipazioni in società trasparenti possono essere dedotte dal reddito d’impresa concordato, in applicazione dell’articolo 16, comma 4, della disciplina del concordato preventivo biennale.<br />
Resta fermo il limite previsto dalla norma, secondo cui il reddito imponibile non può essere inferiore a 2.000 euro.<br />
Il chiarimento conferma quindi la possibilità di dedurre tali perdite dal reddito concordato, nel rispetto della soglia minima di reddito imponibile stabilita dalla disciplina del CPB.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-deducibili-le-perdite-da-partecipazioni-in-societa-trasparenti'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-deducibili-le-perdite-da-partecipazioni-in-societa-trasparenti</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<title><![CDATA[
Concordato preventivo biennale persone fisiche 2026-2027
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<description><![CDATA[
L'evoluzione del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente sta trovando nel concordato preventivo biennale uno dei suoi pilastri fondamentali.<br />
In vista della gestione degli adempimenti legati al CPB 2026-2027, il ruolo del commercialista si conferma centrale nella valutazione della sostenibilità e dell'opportunità di questa scelta.<br />
Non si tratta di una semplice opzione di calcolo, ma di una decisione strategica che richiede un’analisi prospettica accurata del business del cliente.<br />
Per supportare i professionisti in questo delicato compito, abbiamo sviluppato un apposito software in MS Excel, progettato specificamente per le persone fisiche titolari di partita IVA.<br />
Il software Concordato preventivo biennale persone fisiche 2026-2027, in versione Excel e Cloud, è stato realizzato per rispondere alle esigenze di ditte individuali e lavoratori autonomi.<br />
La logica di funzionamento del foglio di calcolo segue un percorso rigoroso: una volta inseriti i dati della proposta ricevuta dall'Agenzia Entrate, l'applicativo permette di proiettare il carico fiscale e contributivo per gli anni 2026 e 2027.<br />
Le caratteristiche principali includono:<br />
<br />
distinzione dei modelli di calcolo per la ditta individuale e il lavoratore autonomo;<br />
simulazione della convenienza economica basata sul risparmio effettivo di imposte (Irpef e addizionali);<br />
valutazione dell'impatto sui contributi previdenziali, sia per la gestione commercianti/artigiani che per la gestione separata o casse professionali;<br />
analisi di sensibilità basata su diversi scenari di reddito atteso.<br />
<br />
L’obiettivo del tool è fornire una sintesi chiara del differenziale tra la tassazione ordinaria e quella derivante dall'adesione al CPB 2026-2027.<br />
L'utilizzo del software permette quindi di quantificare l'eventuale risparmio fiscale. Ma tra gli aspetti che il professionista deve considerare, oltre al risparmio immediato, figurano anche:<br />
<br />
la protezione da accertamenti presuntivi per il biennio di adesione;<br />
il mantenimento dei benefici fiscali legati alla disciplina premiale ISA;<br />
la gestione di eventuali redditi straordinari o plusvalenze che potrebbero non rientrare nel perimetro del concordato.<br />
<br />
 <br />
CLICCA QUI per la versione Excel.CLICCA QUI per la versione Cloud.<br />
 <br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-persone-fisiche-2026-2027'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-persone-fisiche-2026-2027</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/riforma-delle-professioni-anc-revisione-legale-e-commercialisti-devono-restare-percorsi-distinti</link>
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<title><![CDATA[
Riforma delle professioni, ANC: revisione legale e commercialisti devono restare percorsi distinti
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<description><![CDATA[
Nel dibattito sul Ddl C. 3068, l’Associazione Nazionale Commercialisti contesta l’equiparazione tra iscrizione al Registro dei Revisori Legali e abilitazione professionale, con riferimento alle attività in materia di crisi d’impresa, bilanci, contenzioso tributario e visti di conformità.<br />
L’iscrizione al Registro dei Revisori Legali non può comportare automaticamente il riconoscimento delle competenze riservate agli iscritti agli Ordini professionali. È la posizione espressa dall’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) nel comunicato stampa del 7 ottobre 2026, nell’ambito dell’esame alla Camera del disegno di legge C. 3068 sulla riforma degli ordinamenti professionali.<br />
L’intervento dell’Associazione si inserisce nel confronto sulle richieste avanzate dall’Unione Nazionale Revisori Legali, che riguardano, tra gli altri ambiti, la crisi d’impresa, il deposito dei bilanci, il contenzioso tributario e i visti di conformità.<br />
Secondo il presidente dell’ANC, Cuchel, l’abilitazione alla revisione legale non può essere considerata equivalente all’iscrizione a un Ordine dell’area economico-giuridica. La possibilità di svolgere determinate attività deve infatti essere valutata alla luce dei requisiti professionali previsti dalla normativa, senza confondere le funzioni esercitabili con il possesso di una specifica abilitazione.<br />
Formazione, abilitazione e responsabilità professionale<br />
Tra gli aspetti richiamati dall’ANC figura la formazione in materia di crisi d’impresa. Il Codice della crisi riconosce, secondo l’Associazione, una formazione iniziale ridotta agli iscritti agli Ordini individuati dalla legge, in considerazione del percorso di qualificazione che comprende titolo di studio, esame di Stato, tirocinio, formazione continua e assoggettamento a regole professionali e disciplinari.<br />
L’ANC contesta inoltre l’idea che la presenza di determinate materie nell’esame di abilitazione alla revisione legale sia sufficiente a riconoscere il diritto di esercitare tutte le attività professionali connesse a tali materie. Anche la natura pubblicistica delle funzioni del revisore, sottolinea l’Associazione, riguarda le attività svolte e non determina, di per sé, un’equiparazione tra figure professionali.<br />
Nel comunicato viene richiamato anche il test di proporzionalità previsto dal D.Lgs. 142/2020: per l’ANC, questo strumento non comporta un’equivalenza automatica tra abilitazioni diverse, né implica che ogni differenza normativa costituisca una restrizione illegittima.<br />
Alla luce di queste considerazioni, l’Associazione giudica eccessivo il richiamo alla possibile apertura di procedure di infrazione ai sensi dell’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che presuppongono l’accertamento, e non la sola affermazione, di una violazione di specifici obblighi derivanti dal diritto europeo.<br />
La questione centrale, secondo l’ANC, è assicurare coerenza tra competenze, formazione, abilitazione e responsabilità. Per questo, attività quali il deposito dei bilanci, il rilascio del visto di conformità, l’assistenza e la difesa tributaria e gli incarichi nell’ambito della crisi d’impresa non dovrebbero essere ricondotte indistintamente ai servizi non-audit, con un’estensione automatica basata sulla sola iscrizione al Registro dei Revisori Legali.<br />
In conclusione, l’Associazione si oppone all’introduzione, attraverso emendamenti al disegno di legge, di un’equiparazione sostanziale tra il Registro dei Revisori Legali e l’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ritenendo necessario preservare la distinzione tra i rispettivi percorsi professionali e i sistemi di responsabilità previsti dall’ordinamento.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/riforma-delle-professioni-anc-revisione-legale-e-commercialisti-devono-restare-percorsi-distinti'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/riforma-delle-professioni-anc-revisione-legale-e-commercialisti-devono-restare-percorsi-distinti</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/adeguati-assetti-dimpresa-il-documento-cndcec-per-la-prevenzione-dei-rischi-e-la-compliance-integrata</link>
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<title><![CDATA[
Adeguati assetti d’impresa: il documento CNDCEC per la prevenzione dei rischi e la compliance integrata
]]></title>
<description><![CDATA[
Le indicazioni del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla valutazione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili possono aiutare le imprese a individuare le carenze e a prevenire situazioni di crisi, rafforzando i sistemi di controllo e gestione dei rischi.<br />
Il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), pubblicato il 4 maggio 2026, offre indicazioni metodologiche per valutare l’adeguatezza degli assetti aziendali e può rappresentare anche uno strumento di autovalutazione preventiva per le imprese.<br />
Il testo, intitolato La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi, è rivolto principalmente ai Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) e ai periti chiamati a esaminare le realtà aziendali nell’ambito di procedimenti civili e penali. Fornisce principi metodologici, check-list e buone prassi per orientare le valutazioni, con particolare attenzione ai sistemi organizzativi e ai presìdi che consentono di intercettare tempestivamente gli squilibri.<br />
Le indicazioni contenute nel documento possono tuttavia essere utilizzate anche dagli amministratori per verificare, prima dell’eventuale insorgere di una crisi, se l’organizzazione aziendale sia effettivamente in grado di individuare i segnali di difficoltà e supportare decisioni tempestive.<br />
Dalla valutazione giudiziale alla prevenzione aziendale<br />
Nell’esame dell’adeguatezza degli assetti, la valutazione non può basarsi esclusivamente sull’esito finale della gestione. Occorre ricostruire quali informazioni fossero disponibili o conoscibili al momento delle decisioni e verificare quali misure organizzative fossero ragionevolmente esigibili, tenendo conto della natura e delle dimensioni dell’impresa.<br />
Il documento richiama inoltre l’importanza della pianificazione aziendale, la cui assenza può costituire un elemento indicativo di carenze organizzative. Ne emerge la necessità di predisporre sistemi realmente funzionanti, capaci di produrre informazioni utili per monitorare l’andamento della gestione e attivare, quando necessario, interventi correttivi.<br />
Un aspetto centrale riguarda il superamento degli adempimenti meramente formali. La presenza di procedure e modelli documentati, infatti, non è sufficiente se questi non trovano applicazione concreta nell’attività aziendale. Gli assetti devono essere proporzionati alla complessità dell’impresa e consentire di individuare tempestivamente eventuali criticità, senza imporre un modello organizzativo uniforme a tutte le realtà.<br />
Budget, flussi di cassa e controlli: come verificare gli assetti<br />
Le imprese possono utilizzare le indicazioni del CNDCEC per effettuare una verifica interna dei propri presìdi organizzativi, amministrativi e contabili. In particolare, è opportuno accertare la capacità di rilevare gli squilibri, valutare la sostenibilità dei debiti e verificare le prospettive di continuità aziendale per almeno dodici mesi, in linea con quanto previsto dall’articolo 3 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII).<br />
A questo scopo assumono rilievo strumenti quali budget, sistemi di reporting direzionale, analisi dei flussi di cassa e procedure di gestione dei rischi. Le informazioni prodotte devono essere adeguatamente documentate e tracciabili, così da consentire di ricostruire le valutazioni effettuate e le decisioni adottate.<br />
L’assenza di strumenti efficaci o di flussi informativi adeguati può esporre gli amministratori a contestazioni relative alle carenze organizzative.<br />
La prospettiva è quella di una "compliance integrata", nella quale gli adeguati assetti si coordinano con i Modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dal D.Lgs. 231/2001. L’obiettivo è costruire un sistema di presìdi coerente e commisurato alle caratteristiche dell’impresa, in grado di sostenere la prevenzione dei rischi e la continuità aziendale.<br />
Il supporto del commercialista può contribuire a individuare le eventuali lacune, valutare l’efficacia degli strumenti esistenti e pianificare gli interventi necessari, trasformando la verifica degli obblighi organizzativi in un’occasione per migliorare il controllo della gestione.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/adeguati-assetti-dimpresa-il-documento-cndcec-per-la-prevenzione-dei-rischi-e-la-compliance-integrata'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/adeguati-assetti-dimpresa-il-documento-cndcec-per-la-prevenzione-dei-rischi-e-la-compliance-integrata</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Rottamazione-quinquies enti locali: domande dal 16 ottobre, CAF pronti ad assistere i contribuenti
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La collaborazione tra Agenzia delle entrate-Riscossione e Consulta nazionale dei CAF punta a facilitare l’adesione alla definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione da circa 1.500 enti locali. Quattro webinar hanno formato 112 operatori.<br />
Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 i contribuenti potranno presentare domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies per i debiti verso Comuni e altri enti locali che hanno aderito alla procedura. Per accompagnare i cittadini nei diversi passaggi, la Consulta nazionale dei CAF ha avviato, in collaborazione con Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR), un percorso di formazione rivolto agli operatori dei centri di assistenza fiscale.<br />
L’iniziativa si è articolata in quattro webinar, ai quali hanno partecipato 112 operatori dei 42 CAF associati alla Consulta. Le competenze acquisite saranno poi trasmesse al personale delle sedi territoriali, con l’obiettivo di assicurare un supporto diffuso e qualificato.<br />
I contribuenti potranno rivolgersi ai CAF per verificare la propria posizione debitoria, ottenere assistenza nel calcolo delle somme da versare e nella compilazione della domanda, oltre che per ricevere supporto nelle successive fasi del piano di pagamento. La formazione consentirà agli operatori dei CAF di utilizzare i servizi online di AdeR per aiutare i contribuenti a presentare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies e a gestire i relativi adempimenti.<br />
Debiti ammessi e scadenze della definizione agevolata<br />
La misura, disciplinata dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, interessa i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dagli enti locali che hanno aderito alla procedura, circa 1.500 secondo l’elenco pubblicato da AdeR.<br />
In presenza dei requisiti previsti dalla legge, la definizione consente di estinguere i debiti versando le somme dovute a titolo di capitale, oltre alle eventuali somme maturate per il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive e ai diritti di notifica. Non sono invece dovuti sanzioni, interessi e aggio.<br />
Il termine per presentare la domanda è fissato al 15 dicembre 2026, mentre il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027.<br />
La collaborazione tra AdeR e la Consulta nazionale dei CAF mira quindi a rendere più accessibili le procedure e a favorire un’assistenza concreta ai contribuenti interessati. La Consulta sta inoltre lavorando per estendere il supporto alla definizione agevolata autonoma dei tributi locali, che ciascun Comune può attivare sulle proprie entrate, nell’ambito delle interlocuzioni in corso con le amministrazioni competenti.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/rottamazione-quinquies-enti-locali-domande-dal-16-ottobre-caf-pronti-ad-assistere-i-contribuenti'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/rottamazione-quinquies-enti-locali-domande-dal-16-ottobre-caf-pronti-ad-assistere-i-contribuenti</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/gestione-deleghe-fiscali-il-software-per-automatizzare-gli-accessi-a-cassetto-fiscale-fatture-e-corrispettivi-e-riscossione</link>
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<title><![CDATA[
Gestione deleghe fiscali: il software per automatizzare gli accessi a Cassetto Fiscale, Fatture e Corrispettivi e Riscossione
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L'accesso quotidiano ai portali telematici della Pubblica Amministrazione rappresenta uno dei principali colli di bottiglia operativi per gli studi commerciali italiani.<br />
Per rispondere alla necessità di snellire la raccolta documentale e ridurre i tempi improduttivi, AteneoWeb distribuisce una soluzione software mirata: un applicativo progettato per consentire agli intermediari abilitati la gestione centralizzata e automatizzata degli accessi delegati sui portali dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.<br />
Lo strumento, strutturato su base Microsoft Excel e integrato direttamente con Google Chrome, funge da ponte operativo tra lo studio professionale e i server dell'amministrazione finanziaria, riducendo le sequenze manuali di autenticazione e navigazione.<br />
Le criticità operative degli intermediari con le deleghe telematiche<br />
Con il decentramento dei servizi online e la moltiplicazione degli adempimenti (dalla fatturazione elettronica agli ISA, fino alla gestione delle posizioni debitorie esattoriali), i commercialisti si trovano a dover ripetere decine di volte al giorno le medesime procedure:<br />
<br />
Autenticazione ai singoli portali istituzionali;<br />
Selezione dell'utenza e caricamento della delega attiva;<br />
Navigazione tra sezioni spesso lente o frammentate;<br />
Download manuale, singolo per singolo cliente, di quietanze, modelli e fatture.<br />
<br />
Questo flusso comporta ore di lavoro di routine a scarso valore aggiunto e aumenta il rischio di omissioni durante i picchi dichiarativi o in prossimità delle scadenze di liquidazione periodica.<br />
Le funzionalità del software: automazione e bot integrati<br />
Il software di AteneoWeb consente all'intermediario delegato di accedere sia al Cassetto Fiscale, sia al portale Fatture e Corrispettivi (in qualità di intermediario diretto o soggetto delegato), sia all'area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione.<br />
La vera innovazione per il lavoro quotidiano risiede nell'integrazione di specifici bot di automazione documentale, che trasformano le interrogazioni manuali in processi batch:<br />
<br />
BOT Download F24 da Cassetto Fiscale: estrae ed esporta in locale tutte le deleghe F24 quietanzate relative a un'intera annualità selezionata per conto dell'assistito;<br />
BOT Download Certificazioni Uniche (CU): scarica massivamente dal cassetto fiscale dell'utente le CU depositate per l'anno di riferimento;<br />
Download massivo modelli ISA precalcolati: acquisisce in blocco i file XML degli indici sintetici di affidabilità fiscale di tutto il pacchetto clienti abilitato, facilitando il caricamento sui gestionali di studio in fase di dichiarazione dei redditi;<br />
BOT Download Fatture Elettroniche (XML e Metadati): scarica i file XML e i metadati delle fatture attive e passive per le partite IVA, sia che il cliente operi in proprio, sia in qualità di incaricato di un ente;<br />
Controllo Imposta di Bollo su FE: genera un elenco trimestrale riassuntivo degli importi dovuti calcolati dall'Agenzia delle Entrate, rendendo immediata la verifica e il controllo di congruità prima dell'addebito.<br />
<br />
L'impatto economico e organizzativo sullo studio professionale<br />
L'implementazione di utility di questo tipo interviene su tre aspetti nevralgici dell'attività di consulenza tributaria:<br />
<br />
efficienza oraria del personale di studio: le attività a basso valore intellettuale (scaricare decine di F24 o verificare trimestralmente i bolli) vengono delegate a uno script automatizzato, liberando tempo per l'analisi contabile e il controllo di gestione;<br />
affidabilità dei flussi di lavoro: l'estrazione sistematica evita i disallineamenti tra i dati comunicati dal cliente e quanto effettivamente registrato nei database fiscali ufficiali;<br />
costi contenuti e accessibilità immediata: trattandosi di un foglio di lavoro avanzato in formato Excel (XLS/XLSM) interfacciato con il browser Chrome, il software non richiede complessi interventi sistemistici, costose infrastrutture server dedicate o modifiche all'ERP di studio già in uso.<br />
<br />
Requisiti tecnici e operatività<br />
Per il corretto funzionamento, l'applicativo richiede l'ambiente operativo Windows con Microsoft Excel e il browser Google Chrome, configurati secondo le istruzioni fornite per abilitare il dialogo e l'interazione automatica con le pagine web. La licenza d'uso prevede operatività annuale dalla data di acquisto, mantenendo la consultabilità dei dati in modalità lettura al termine del periodo.<br />
SCOPRI DI PIU’ su AteneoWeb.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/gestione-deleghe-fiscali-il-software-per-automatizzare-gli-accessi-a-cassetto-fiscale-fatture-e-corrispettivi-e-riscossione'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/gestione-deleghe-fiscali-il-software-per-automatizzare-gli-accessi-a-cassetto-fiscale-fatture-e-corrispettivi-e-riscossione</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 14:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/crisi-dimpresa-la-check-list-per-la-redazione-del-piano-di-risanamento-e-per-lanalisi-della-sua-coerenza</link>
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<title><![CDATA[
Crisi d'Impresa: la check list per la redazione del piano di risanamento e per l'analisi della sua coerenza
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<description><![CDATA[
Il panorama della gestione della crisi d'impresa in Italia si evolve ulteriormente. Il recente Decreto Dirigenziale del 23 aprile 2026 ha introdotto significative modifiche alla check-list per la redazione del piano di risanamento, lo strumento di autodiagnosi fondamentale per le imprese, in particolare nell'ambito della composizione negoziata.<br />
L'obiettivo principale dell'aggiornamento è duplice: semplificare gli adempimenti operativi per le micro e piccole imprese (PMI) e garantire una maggiore trasparenza e attendibilità dei flussi finanziari prospettici. Le principali novità del Decreto <br />
L'aggiornamento ministeriale ridefinisce la struttura del test di sostenibilità del debito, focalizzandosi su alcuni pilastri essenziali:<br />
<br />
modularità e semplificazione: viene introdotto un approccio proporzionale. Per le realtà minori sono previsti percorsi guidati alleggeriti, riducendo il carico documentale senza però intaccare il rigore dell'analisi;<br />
integrazione dei fattori ESG: la nuova check-list richiede un legame esplicito tra le proiezioni finanziarie e la sostenibilità ambientale e sociale, elementi ormai indispensabili per l'accesso al credito bancario;<br />
stress test più stringenti: viene standardizzata la redazione di scenari alternativi (best, base e worst case) per valutare la reale resilienza del piano di fronte a shock macroeconomici o di mercato.<br />
<br />
Per supportare professionisti e imprese nell’applicazione delle nuove disposizioni, abbiamo sviluppato una Check List per il Piano di Risanamento CCII in versione Cloud, pensata per agevolare la compilazione della documentazione richiesta e favorirne l’integrazione nel percorso della composizione negoziata della crisi.<br />
Lo strumento accompagna l’utilizzatore nella predisposizione del progetto di piano di risanamento e del piano finanziario dei successivi sei mesi, richiesti per l’accesso alla CNC, seguendo l’impostazione e la logica della check list ministeriale aggiornata.<br />
In linea con quanto previsto dall’articolo 5-bis, comma 2, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la check list costituisce inoltre un supporto operativo utilizzabile anche nella redazione degli altri piani di risanamento previsti dal Codice.<br />
L'applicazione in cloud guida l’analisi attraverso un percorso strutturato di verifica, organizzato per domande, controlli e indicazioni operative che aiutano a individuare eventuali criticità e a costruire un piano maggiormente coerente e sostenibile rispetto alle caratteristiche dell’impresa.<br />
La soluzione recepisce le migliori prassi di redazione dei piani di impresa e può essere utilizzata anche dall’esperto nell’ambito dell’analisi di coerenza del piano, offrendo uno strumento pratico di supporto alle valutazioni richieste dalla procedura.<br />
CLICCA QUI per accedere alla scheda del documento.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/crisi-dimpresa-la-check-list-per-la-redazione-del-piano-di-risanamento-e-per-lanalisi-della-sua-coerenza'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/crisi-dimpresa-la-check-list-per-la-redazione-del-piano-di-risanamento-e-per-lanalisi-della-sua-coerenza</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:30:00 GMT</pubDate>
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Sanzioni tributarie, l’incertezza normativa va eccepita dal contribuente
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<description><![CDATA[
La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, con la Sentenza n. 5158 del 23 luglio 2026, ha chiarito le condizioni per disapplicare le sanzioni tributarie in presenza di obiettiva incertezza normativa, precisando gli oneri a carico del contribuente.<br />
Secondo i giudici siciliani, la disapplicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa richiede una specifica domanda del contribuente. Il giudice tributario non può quindi procedere autonomamente all’accertamento di tale presupposto in assenza di una richiesta della parte interessata.<br />
La Corte ha inoltre precisato che il potere di dichiarare l’inapplicabilità delle sanzioni, ai sensi dell’articolo 8 del Dlgs n. 546/1992, presuppone la presenza di elementi positivi di confusione normativa, che devono essere allegati e provati dal contribuente.<br />
Sulla base di questi principi, richiamando il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, tra cui l’ordinanza n. 18388 del 9 luglio 2019, la CGT siciliana ha parzialmente riformato la sentenza impugnata, accogliendo l’appello dell’Ufficio.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/sanzioni-tributarie-lincertezza-normativa-va-eccepita-dal-contribuente'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/sanzioni-tributarie-lincertezza-normativa-va-eccepita-dal-contribuente</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/imprese-che-assumono-detenuti-istanze-per-il-credito-dimposta-entro-il-31-ottobre</link>
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Imprese che assumono detenuti: istanze per il credito d’imposta entro il 31 ottobre
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Le imprese che impiegano detenuti e internati possono beneficiare, anche per il 2027, di agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legge Smuraglia. In vista della scadenza del 31 ottobre, è importante verificare gli adempimenti necessari per richiedere il credito d’imposta relativo all’anno successivo.<br />
Le aziende convenzionate con gli istituti penitenziari che intendono fruire del beneficio devono presentare entro il 31 ottobre un’apposita istanza alla direzione dell’istituto, indicando l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto per l’anno successivo. Nel calcolo devono essere inclusi anche gli eventuali periodi successivi alla detenzione e quelli dedicati alla formazione.<br />
Le agevolazioni sono rivolte alle imprese che assumono, con contratto di lavoro subordinato della durata di almeno 30 giorni, detenuti o internati presenti negli istituti penitenziari, ammessi al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 354/1975 oppure in regime di semilibertà. È inoltre necessario corrispondere una retribuzione non inferiore a quella prevista dai contratti collettivi di lavoro e stipulare un’apposita convenzione con la direzione dell’istituto penitenziario.<br />
Il credito può spettare anche dopo la cessazione dello stato detentivo, per 18 mesi nei casi previsti per i lavoratori che hanno beneficiato della semilibertà o del lavoro esterno e per 24 mesi negli altri casi indicati dalla normativa, purché il rapporto di lavoro sia iniziato durante la detenzione. Agevolazioni analoghe sono previste per le imprese che svolgono attività formative, a condizione che alla formazione segua l’assunzione immediata per un periodo almeno pari al triplo di quello formativo agevolato.<br />
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il codice tributo 6858. La compensazione è possibile soltanto quando il credito è effettivamente maturato in seguito all’assunzione; il beneficio deve inoltre essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riferimento.<br />
Sono previsti anche sgravi contributivi del 95% sulle quote previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le condizioni stabilite per le diverse tipologie di assunzione. Il riconoscimento delle agevolazioni contributive da parte dell’INPS avviene in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.<br />
Dopo la scadenza del 31 ottobre, le direzioni degli istituti penitenziari trasmettono le istanze ai provveditorati regionali, che devono inoltrarle al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria entro il 15 novembre. Entro il 15 dicembre, il Dipartimento determina l’importo massimo spettante a ciascuna impresa e trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e gli importi riconosciuti.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/imprese-che-assumono-detenuti-istanze-per-il-credito-dimposta-entro-il-31-ottobre'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/imprese-che-assumono-detenuti-istanze-per-il-credito-dimposta-entro-il-31-ottobre</a><br />
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<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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<link>https://www.ateneoweb.com/news/cpb-la-cessione-di-un-ramo-dazienda-determina-la-cessazione-del-concordato-anche-se-marginale</link>
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CPB, la cessione di un ramo d’azienda determina la cessazione del concordato anche se marginale
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<description><![CDATA[
La Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 dell’Agenzia delle Entrate, dedicata al Concordato preventivo biennale (CPB), raccoglie anche chiarimenti sulle cause di cessazione dell’accordo. Con il quesito C.22, l’Amministrazione finanziaria torna sulle conseguenze della cessione di un ramo d’azienda, anche quando questo abbia un peso marginale in termini di ricavi.<br />
Il chiarimento riguarda un’operazione che può incidere sulla permanenza nel regime concordatario: ai fini della cessazione del CPB, infatti, rileva la modifica della capacità reddituale del contribuente, non la rilevanza economica del ramo ceduto in termini di ricavi.<br />
L’Agenzia richiama l’articolo 21, comma 1, lettera b-ter), del Dlgs n. 13/2024, che individua tra le cause di cessazione dal concordato le operazioni di fusione, scissione e conferimento che interessano la società o l’ente. In precedenti chiarimenti di prassi, l’Amministrazione aveva precisato che anche la cessione di un ramo d’azienda rientra tra le operazioni rilevanti, considerati i molteplici punti in comune con il conferimento.<br />
La ragione è legata agli effetti dell’operazione sulla capacità reddituale del contribuente. Come ricordato dall’Agenzia, le cause di cessazione rispondono all’esigenza di considerare il venir meno del collegamento diretto tra la proposta concordataria, formulata sulla base delle caratteristiche originarie della società, e la diversa capacità reddituale derivante dal nuovo assetto economico.<br />
Di conseguenza, la cessione di un ramo d’azienda determina la cessazione del CPB anche quando il ramo ceduto sia considerato del tutto secondario, poiché l’operazione modifica la capacità reddituale del contribuente.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/cpb-la-cessione-di-un-ramo-dazienda-determina-la-cessazione-del-concordato-anche-se-marginale'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/cpb-la-cessione-di-un-ramo-dazienda-determina-la-cessazione-del-concordato-anche-se-marginale</a><br />
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<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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Sanzioni IMU, TARI e TASI: una traccia di ricorso per chiedere l’applicazione del cumulo giuridico
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<description><![CDATA[
Negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha progressivamente ampliato l'ambito applicativo dell'art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997, riconoscendo l'operatività dell'istituto del cumulo giuridico anche nell'ambito dei tributi comunali. Le più recenti pronunce hanno chiarito che le violazioni della stessa indole commesse in annualità differenti non possono essere automaticamente assoggettate al criterio del cumulo materiale mediante mera sommatoria delle singole sanzioni, dovendosi invece verificare la sussistenza dei presupposti per l'applicazione del regime della continuazione.<br />
Il tema assume particolare rilievo pratico nei casi in cui gli enti locali notifichino accertamenti IMU, TARI o TASI riferiti a più annualità, determinando separatamente le sanzioni per ciascun periodo d'imposta. Le ordinanze della Corte di Cassazione n. 10971/2024, n. 28489/2025 e n. 6773/2026 hanno confermato l'applicabilità del regime della continuazione alle violazioni della stessa indole concernenti i tributi locali, valorizzando il collegamento esistente tra condotte riferibili al medesimo rapporto tributario.<br />
Per supportare i professionisti nella gestione di queste controversie, è disponibile il documento “Ricorso avverso cumulo materiale delle sanzioni in materia di imposte locali avverso avviso di accertamento”, una traccia di ricorso finalizzata a chiedere la rideterminazione delle sanzioni irrogate dal Comune in relazione a più annualità d'imposta.<br />
Il modello è pensato per i casi in cui il contribuente abbia ricevuto uno o più avvisi di accertamento relativi a diverse annualità e ritenga che l'ente impositore abbia applicato il cumulo materiale, sommando le singole sanzioni, anziché valutare i presupposti per il cumulo giuridico previsto dall'art. 12, comma 5, del D.Lgs. n. 472/1997.<br />
La traccia può essere utilizzata con riferimento alle violazioni riguardanti IMU, TARI e TASI, sia in materia di omessi versamenti sia per omissioni o infedeltà dichiarative. Il documento offre quindi una base di lavoro per predisporre il ricorso, tenendo conto del più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità.<br />
Come ogni modello, la traccia richiede di essere adattata alle caratteristiche del caso concreto, verificando gli atti ricevuti, le violazioni contestate e la sussistenza dei presupposti per l'applicazione del cumulo giuridico.<br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/sanzioni-imu-tari-e-tasi-una-traccia-di-ricorso-per-chiedere-lapplicazione-del-cumulo-giuridico'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/sanzioni-imu-tari-e-tasi-una-traccia-di-ricorso-per-chiedere-lapplicazione-del-cumulo-giuridico</a><br />
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<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
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Concordato Preventivo Biennale: come tutelare lo Studio e guidare i clienti con il kit operativo di Informativa, Check-List e Liberatoria
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Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta uno degli strumenti di pianificazione fiscale più rilevanti e complessi per le PMI. La possibilità di concordare preventivamente la base imponibile per due anni offre indubbi vantaggi premiali e in alcuni casi significativi benefici economici, ma impone al Dottore Commercialista consulente fiscale una gestione estremamente rigorosa dell'intero iter di valutazione.<br />
A differenza dell'ordinaria consulenza tributaria basata su dati consuntivi e certi, l'adesione o la rinuncia al CPB si fonda prevalentemente su stime e proiezioni reddituali future. Tali elementi sono per loro natura nella disponibilità esclusiva del contribuente e non misurabili a priori dallo Studio.<br />
Ciò genera un duplice profilo di rischio:<br />
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incrocio di convenienza errato: un’adesione basata su stime di fatturato poi non realizzate può generare un danno economico al cliente (costretto a pagare imposte su un reddito figurativo non conseguito);<br />
mancata adesione penalizzante: viceversa, la mancata adesione in presenza di redditi effettivi superiori a quelli concordabili espone il cliente a una maggiore pressione fiscale e a un incrementato rischio di accertamento.<br />
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A ciò si aggiungono i rischi legati ad errori nella comunicazione dei dati ISA o la presenza di debiti tributari/contributivi scaduti che oltre certi limiti determinano la decadenza dal patto con effetto retroattivo e la perdita di ogni beneficio.<br />
In questo scenario, affidarsi a comunicazioni verbali o a passaggi informali espone lo Studio Professionale a contenziosi e rivendicazioni di responsabilità da parte del cliente.<br />
Per rispondere a questa criticità AteneoWeb propone un kit pratico e completo dal titolo:<br />
Concordato Preventivo Biennale: informativa, check list e liberatoria<br />
Disponibile in formato Word editaibile (.DOC), il documento è strutturato per offrire uno strumento "chiavi in mano" capace di standardizzare il processo consulenziale all'interno dello Studio.<br />
I tre strumenti chiave inclusi nel pacchetto:<br />
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la Lettera informativa per il Cliente: un documento chiaro, rigoroso ed esaustivo rivolto ai contribuenti in regime ordinario. Illustra in modo accessibile le regole di funzionamento del CPB, la tassazione sostitutiva agevolata, i tetti alla proposta, i benefici premiali previsti per gli ISA, ma anche i rischi connessi ai controlli mirati in caso di mancata adesione. Consente al cliente di maturare una decisione consapevole ed edotta;<br />
la Check-List analitica di verifica: una guida procedurale indispensabile per i collaboratori di Studio. Permette di verificare passo-passo la sussistenza dei requisiti di accesso (come il controllo del tetto dei debiti tributari a 5.000 euro al 31 dicembre dell'anno precedente) e l'assenza di cause di esclusione o incompatibilità, abbattendo il rischio di errori od omissioni in fase dichiarativa;<br />
la Liberatoria e dichiarazione di manleva per il Professionista: raccoglie la formale dichiarazione del cliente in merito alla veridicità dei dati forniti e alla paternità delle stime previsionali, formalizzando la natura facoltativa dell'adesione. Questo passaggio esplicito delimita con certezza l'ambito della responsabilità del Professionista rispetto alle scelte strategiche dell'impresa. <br />
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Perché è uno strumento indispensabile per lo Studio Commercialista<br />
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Formalizza la ripartizione dei ruoli: il Professionista fornisce il quadro normativo e la verifica formale, mentre il cliente si assume la responsabilità delle proiezioni economiche della propria attività<br />
Evita allo Studio l'onere di redigere ex novo modelli complessi, liberando ore di lavoro da destinare all'attività ad alto valore aggiunto<br />
Fornito in formato editabile, il modello può essere facilmente integrato con il logo, la carta intestata e le specifiche indicazioni dello Studio<br />
Rende tangibile e professionale l'attività di analisi svolta dallo Studio, aumentando la percezione di qualità e sicurezza da parte dell'assistito.<br />
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Nell'attuale contesto tributario, la gestione della conformità e del rischio professionale richiede strumenti operativi adeguati e tempestivi. Il kit Informativa, Check-List e Liberatoria per CPB disponibile su AteneoWeb rappresenta un investimento minimo ma essenziale per qualsiasi Studio che intenda affrontare la campagna del Concordato Preventivo Biennale con massima serenità, efficienza e tutela legale.<br />
Per consultare la scheda del documento e scaricare il modello:<br />
AteneoWeb — Concordato Preventivo Biennale: informativa, check list e liberatoria<br />
 <br /><br /><a href='https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-come-tutelare-lo-studio-e-guidare-i-clienti-con-il-kit-operativo-di-informativa-check-list-e-liberatoria'>Link alla notizia originale: https://www.ateneoweb.com/news/concordato-preventivo-biennale-come-tutelare-lo-studio-e-guidare-i-clienti-con-il-kit-operativo-di-informativa-check-list-e-liberatoria</a><br />
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<author>staff@ateneoweb.com (Staff AteneoWeb)</author>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
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